Roma è nel caos, per la terza volta in tre mesi. Dopo il nubifragio dello scorso 20 ottobre e la paralisi totale per l’apertura di un mega centro commerciale, una settimana dopo, questa volta è toccato alla neve mettere in ginocchio la capitale d’Italia e svelare, per l’ennesima volta, tutte le incertezze delle istituzioni.
La parte nord della città totalmente immobilizzata per ore, nessuna traccia di mezzi spargi sale, di forze dell’ordine o, più semplicemente, di addetti della Protezione Civile. Nulla. Eppure le avvisaglie della storica nevicata c’erano già da giorni, vista la chiusura di gran parte degli istituti scolastici. Paradossale la situazione dei mezzi pubblici, autobus in testa: a decine fermi in mezzo alla strada, con le quattro frecce lampeggianti accese e la scritta “DEP” ben in vista. Il motivo? In pochi erano stati forniti di catene da neve, quantomai necessarie vista la trasformazione in lastre di ghiaccio che hanno dovuto subire le più importanti vie di circolazione della Capitale. Secondo il Sindaco di Roma, tutti i mezzi di trasporto pubblici hanno funzionato, funzionano e funzioneranno alla perfezione. Basterebbe parlare con la prima persona che si incontra per strada per capire che la realtà sia leggermente diversa.
Ha invece il sapore della sottile ironia il Vademecum pubblicato dalla Regione Lazio sul proprio sito internet:
“ Per le categorie a rischio: anziani, bambini e malati cronici:
•· Agli anziani si raccomanda di evitare di uscire e di coprirsi bene anche in casa e di mantenere la temperatura non al di sotto di 19 gradi centigradi.
•· Per i malati cronici (cardiopatici, persone con insufficienza respiratoria, asmatici) si raccomanda di evitare di compiere sforzi eccessivi e di respirare aria gelida.
•· Tenere i bambini al coperto, è sconsigliato uscire con neonati che abbiano meno di tre mesi di età ed è comunque preferibile trasportarli utilizzando la carrozzina o il passeggino ed evitando il marsupio. Si raccomanda di coprire bene il capo e gli arti con più strati e tessuti caldi.
Per tutti i cittadini:
•· Si raccomanda di non uscire nelle ore più fredde della giornata, evitando le prime ore delle mattino o quelle serali. ”
e via discorrendo…
Ancora meglio, se possibile, ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Prima della pesante nevicata, l’ex ministro delle politiche agricole, aveva consigliato agli istituti scolastici di rimanere chiusi e alle famiglie di evitare grandi spostamenti. Tutto era stato previsto con anticipo, quindi.
Ora che la città è stata totalmente bloccata per più di 24 ore, il Sindaco fa marcia indietro: “Chiediamo una commissione d’inchiesta perchè non c’è un servizio di previsioni adeguato”. La soluzione? 2000 pale consegnate ai cittadini, loro si desiderosi di rimettere in piedi la parte nord della Capitale.
Il pensiero corre quindi veloce alle Olimpiadi del 2020, Olimpiadi che Roma vuole fortemente ospitare.
Sia chiaro: da qui a 8 anni tante cose possono cambiare, a partire dal governo della città, ma la sensazione è che Roma sia tutto fuorchè pronta ad ospitare un evento del genere.
E dire che i Giochi Olimpici sarebbero un beneficio, almeno per quel che riguarda l’appeal della città e la creazione di nuovi posti di lavoro. D’altro canto, bisogna anche ricordare l’esperienza dei mondiali di nuoto, con la cricca dei “palazzinari” pronta a proiettare la propria ombra sulla costruzione delle nuove strutture. Anche da questo punto di vista, l’Olimpiade sarebbe un’occasione d’oro per allungare le mani sulla città.
Se poi quest’umile blog non dovesse persuadervi, potrebbe servire la lettura del libro di Pietro Mennea intitolato “I costi delle Olimpiadi” (Delta 3 Edizioni).
Senza divagare e lasciando gli argomenti economici a chi veramente ne è competente, Roma esce da questi ultimi tre mesi con le ossa rotte.
Che una città olimpica possa essere messa in ginocchio così clamorosamente da eventi atmosferici, eccezionali certo ma previsti da tempo, è la lampante dimostrazione dell’inadeguatezza di una classe dirigente, stavolta si, da medaglia di legno.